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Risparmio energetico e meno inquinamento con gli isolamenti a cappotto!

Cosa è veramente importante in fase di costruzione o ristrutturazione di un edificio?
Sicuramente la sicurezza, la scelta dei materiali e il budget di spesa.
E’ sempre meglio investire un po’ di più nell’immediato quando si tratta di costruire o ristrutturare in ottica di risparmio energetico: l’investimento iniziale infatti verrà sicuramente recuperato nel futuro.
La scelta di effettuare isolamenti a cappotto per esempio, è un’ottima strada non solo per il risparmio in bolletta che ne consegue, ma anche per l’incidenza positiva sull’inquinamento ambientale.
Il rivestimento delle pareti di un edificio con materiali isolanti garantisce un isolamento perfetto che tiene caldo in inverno e fresco in estate, ottimizzando le risorse energetiche. Inoltre questo tipo di intervento si rivela molto utile anche in campo acustico, poiché la coibentazione assorbe le onde sonore che provengono da eventuali rumori dentro e fuori dal palazzo.
Le tecniche di copertura possono essere utilizzate per rivestire pareti esterne o interne.
Nel caso di coibentazione esterna, si utilizzano pannelli isolanti di spessori diversi che vengono applicati con l’uso di colle e altri materiali di fissaggio.
Lo spessore dei pannelli viene scelto in base alle necessità  energetiche che si vogliono realizzare, e, una volta installati, vengono ricoperti da una rasatura armata.
La tecnica di rivestimento interno invece, consiste in una installazione più economica, poiché più semplice da svolgere.
I pannelli, solitamente in cartongesso, vengono applicati alle pareti sottraendo però spazio all’abitazione.
I materiali isolanti più utilizzati per gli isolamenti a cappotto sono la schiuma, la lana, il polistirene espanso e la fibra di legno, che sostanzialmente vengono divisi in 3 gruppi: vegetali, sintetici e minerali.
La scelta tra questi materiali varia in base alle caratteristiche di conducibilità termica: meno conducibilità infatti, porta più potere isolante.
Altri fattori importanti da considerare sono il tempo impiegato dal calore per passare attraverso il materiale (sfasamento termico) e la traspirabilità, peculiarità necessaria per evitare condense all’interno dell’edificio.
Gli isolanti sintetici sono derivati del petrolio come il polietilene, il poliestere e le schiume, e sono la prima scelta in caso di risparmio e facilità di posa.
I vegetali invece sono totalmente naturali, come per esempio il sughero, la canapa e la fibra di cellulosa. Hanno un costo maggiore, ma a differenza degli isolanti sintetici, possono essere riciclati senza impattare sull’ambiente.
Infine i minerali, come la lana di roccia, utilissima per resistere alle muffe e ideale per le sue loro proprietà ignifughe.
La ditta Mario Taddei srl si occupa di isolamenti a cappotto in tutte le sue forme, sia per quanto riguarda il campo civile che quello industriale.

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