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RIMUOVERE L’AMIANTO COSTA

Rimuovere l’amianto costa tanto.

Questa è la preoccupazione principale di chi deve affrontare una eliminazione di eternit, magari sostituendo interamente il tetto di un edificio.
Esistono comunque delle agevolazioni per tutti coloro che, per attenersi alla normativa europea, sono costretti ad investire. Innanzitutto è bene sapere che non si possono chiudere gli occhi e lasciare la cosa a tempi migliori, soprattutto perché questi “tempi” potrebbero non arrivare mai e perché l’eternit lasciato in balìa di eventi atmosferici continua la sua erosione disperdendo nell’aria le sue pericolose fibre.
Il primo passo per capire cosa fare è quello di individuare la superficie da rimuovere.
Molte persone non hanno ben chiaro di come sia fatto l’amianto, e soprattutto non sanno che può essere mischiato con altri materiali: a volte rimuovendo per esempio un pavimento, si possono trovare residui di pavimentazione precedente che potrebbero sembrare non troppo chiari. Per fugare ogni dubbio, è sufficiente far prelevare un campione da analizzare in laboratorio.
Ottenuto un responso positivo, è necessario contattare una ditta specializzata che si occupi sia degli aspetti pratici che burocratici. I sopralluoghi effettuati sono gratuiti, e sono utili a redigere un preventivo dettagliato comprensivo di costi di manodopera e materiali, il volume di estensione dell’eternit da rimuovere ma soprattutto della sua ubicazione. La posizione infatti, incide molto sulla stima dei costi poiché richiedere imbragature e macchinari specifici.
Il preventivo può essere redatto non solo per la rimozione ma anche per la bonifica amianto. La bonifica è un metodo che permette di arginare i danni dell’eternit senza rimuoverlo totalmente.
E’ bene far presente che, seppure abbia dei costi inferiori, non si tratta di una soluzione definitiva, poiché
incapsulare o ricoprire la zona pericolosa non la preserva da sgretolamenti dovuti all’usura.
Una volta deciso quale azione attuare, la ditta incaricata si preoccupa di inviare una comunicazione all’ASL competente seguendo tutte le procedure previste dalla normativa vigente.
Nel caso di eliminazione amianto, la ditta elimina e impacchetta il materiale di scarto in appositi contenitori sigillati e li consegna a un corriere certificato che li trasporterà in una discarica autorizzata. La discarica poi si preoccuperà di trasferire a sua volta l’amianto in un’altra discarica che sotterrerà i materiali inerti rendendoli inoffensivi. I costi dei trasporti, nel caso in cui sia necessaria questa procedura appena descritta, incidono molto sul preventivo, ecco perché la rimozione solitamente ha costi ben più alti.
Nel caso in cui sia possibile invece bonificare, la ditta può scegliere diverse soluzioni in base alla zona da arginare: incapsulare l’amianto ricoprendolo con materiali coprenti di diverso spessore o confinarlo creando una barriera contenitiva che impedisca l’accesso al pubblico. ( il confinamento solitamente è scelto quando sia necessario arginare per esempio la colonna di un edificio).
Una volta effettuato l’intervento, si redige un piano di controllo periodico necessario a monitorare la zona. Questa procedura è obbligatoria e necessaria per riempire eventuali fenditure o per procedere in un secondo tempo alla vera e propria rimozione dell’amianto. Per questo motivo è bene scegliere quale soluzione adottare per evitare di andare in contro ad una doppia spesa.

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Come risparmiare sugli interventi: 

Tagliare i costi sull’amianto è possibile. Esistono diverse agevolazioni fiscali a cui attingere in base alle specifiche categorie di appartenenza di ogni singolo committente.
Di seguito un elenco delle principali detrazioni:

• Ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica e bonus ristrutturazione al 50% per chi non svolge attività commerciali

• Credito d’imposta. In questo caso la categoria riguarda le imprese che devono bonificare capannoni commerciali, che possono usufruire di uno sconto fino al 50% (per un massimo di 200.00 euro) tramite la presentazione del modello f24. Le modalità di rimborso e la partecipazione alla domanda sono effettuate tramite il meccanismo del click day che si svolge solitamente nel mese di maggio.

• Incentivi per lo smaltimento amianto usufruibili fino al 2019.

• Agevolazione rimozione eternit per le ristrutturazioni con sgravio IRPEF sulle spese sostenute (fino al 50%)

• Sostituzione con fotovoltaico, con detrazione ecobonus 65% per l’ottimizzazione dell’efficienza energetica degli edifici. Questa agevolazione comprende anche pavimenti e infissi.

Le ditte specializzate, iscritte all’ Albo Nazionale dei gestori ambientali, offrono spesso supporto e pacchetti chiavi in mano sia per le questioni burocratiche per la consulenza e redazione delle domande da presentare ai bandi sopra elencati.
La Mario Taddei si occupa di seguire i suoi clienti passo passo sia durante la fase della posa in opera che nella procedura post- intervento offrendo anche servizi di assistenza fiscale. La ditta vanta inoltre numerose certificazioni, che attestano la sua professionalità sia nell’ambito ambientale che in quello riguardante la sicurezza in cantiere.

 

 

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