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Quando il vicino di casa non vuole fare i lavori

L’amianto è un materiale molto pericoloso che non andrebbe mai sottovalutato. Purtroppo capita spesso che alcuni privati trascurino la cosa rimandando i lavori di una eventuale rimozione o bonifica dell’amianto a data incerta, rischiando così seri problemi di salute sia per loro stessi che per i vicini di casa.
Capita frequentemente che per non affrontare la spesa, si faccia finta che il problema non esista. Come abbiamo già approfondito in diversi articoli dedicati però, esistono diverse forme di agevolazione e sgravi fiscali a cui rivolgersi per mitigare le uscite economiche. Del resto la bonifica amianto e la rimozione sono operazioni obbligatorie, visto che l’eternit è un minerale bandito da più di 25 anni!

Se il vicino di casa ha una tettoia in amianto

La preoccupazione principale di ogni singolo cittadino è quella di confinare con un vicino di casa che trascura una tettoia o una qualsiasi copertura in amianto. In giro per i vari forum esistono innumerevoli thread che trattano l’argomento, ma esiste effettivamente un modo per costringere qualcuno ad effettuare dei lavori del genere? A chi bisogna rivolgersi?
innanzitutto è bene sapere che esiste un censimento, effettuato da parte della Regione, di tutti i siti che presentano eternit, per poter tenere sotto controllo le procedure di protezione ambiente e salute delle persone. Il censimento viene redatto principalmente su strutture pubbliche come scuole, ospedali ed edifici ad utilizzo collettivo come per esempio i condomini. Gli immobili privati come piccole strutture di campagna o singole villette devono comunque essere censiti, anche se non sempre è facile individuarne la presenza.
I proprietari di immobili con presenza di amianto sono obbligati a segnalarli alle autorità sanitarie locali, che valuteranno l’effettiva pericolosità dovuta all’eventuale danneggiamento causato da eventi atmosferici e usura. Le fibre sbriciolate delle lastre vanno infatti rimosse tempestivamente, mentre l’amianto integro può essere coperto con schiume e altri materiali incapsulanti.
Per questi lavori è necessario rivolgersi a ditte specializzate e certificate, che, tramite apposito sopralluogo, redigeranno un progetto di posa in opera con relativo preventivo, oltre che occuparsi di tutta la parte burocratica prevista dai termini di legge.

La segnalazione anonima

Quando sospettiamo o siamo certi che il nostro vicino sia proprietario di una struttura in amianto, la prima cosa da fare è parlare con lui e fargli sapere che esistono agevolazioni fiscali per chi si prodiga a preservare la salute e l’ambiente. Gli sgravi possono arrivare fino al 65% della spesa, quindi è possibile che il nostro dirimpettaio si convinca a segnalare la presenza di Eterni all’Asl o a una ditta specializzata chiedendo tutti gli aiuti economici necessari.
Se questo non dovesse bastare, è possibile procedere con delle segnalazioni agli Enti preposti. Per evitare conflitti di vicinato, esiste anche l’opzione della segnalazione anonima.
Si può dunque scegliere se rivolgersi direttamente all’Asl di zona o scrivere alle associazioni presenti sul web che si occupano di questo problema, (vedi osservatorio amianto e similari).
I vigili urbani o i carabinieri del nucleo ecologico raccolgono denunce tramite il modulo di esposto scaricabile dal web.
L’unica pecca è che, dovendosi spesso scontrare con litigi e segnalazioni fasulle, i moduli anonimi potrebbero non essere efficaci quanto quelli firmati.
Il consiglio è quello di fare esposti in più persone, per evitare eventuali ritorsioni nel caso in cui il nostro vicino sia un soggetto piuttosto ostico.
Una volta ricevuta la segnalazione, questa viene direttamente inviata all’Agenzia Regionale per la protezione ambiente (Arpa) che si recherà sul posto per rilevare la presenza di amianto nell’aria e la sua concentrazione.
A seconda del riscontro dei dati, l’Ente preposto deciderà in che modo intervenire sull’edificio, se con la rimozione o la bonifica, addebitando tutta la procedura al proprietario dell’immobile.

Il consiglio è quello di agire tempestivamente nel caso in cui si sospetti di essere proprietari di una struttura in eternit chiedendo all’Asl di prelevare un campione per avere la certezza che si tratti proprio di questo materiale. In quanto possessori dell’immobile rientra nel senso civico di ognuno agire per salvaguardare la salute di tutti prima di arrivare ad azioni di ristrutturazione forzata su segnalazione di altri privati, perché questo non ci permetterebbe di usufruire delle agevolazioni previste, ma sicuramente causerebbe una spesa ben più elevata di quella che avremmo potuto affrontare se avessimo agito nel rispetto della legge.

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