COS’È LA BONIFICA AMIANTO?

Quando si parla di bonifica amianto spesso ci si confonde pensando che sia una alternativa economica ugualmente valida alla vera e propria rimozione. In realtà, la bonifica non è nient’altro che una soluzione di arginamento temporaneo, attuabile solo in alcune casistiche.

L’Eternit infatti è un minerale composto da fibre molto sottili che possono essere inalate depositandosi negli alveoli polmonari, senza possibilità di rimuoverle in alcun modo. L’inalazione prolungata può portare, anche dopo moltissimi anni, ad asbestosi e altre malattie mortali (qui potrete consultare un approfondimento dedicato alla nocività di questo materiale). Quando l’amianto si presenta ancora integro, è possibile arginare la sua pericolosità con la bonifica, soluzione comunque mai preferibile a quella dello smaltimento.

Pur essendo un minerale esistente in natura , il recupero dell’amianto non può essere contemplato, i suoi residui devono essere appositamente impacchettati in sicurezza e trasmessi da un corriere specializzato a una discarica certificata che provvederà a seppellire i materiali inerti. La bonifica amianto deve sempre essere effettuata da una ditta specializzata in grado di seguire tutti gli iter burocratici necessari per rispettare le norme vigenti in materia di sicurezza ambientale.

bonifica amianto
bonifica amianto mario taddei
rimozione amianto

La decisione di scegliere la modalità di bonifica spetta sempre alla ditta, che utilizzerà il confinamento nel caso in cui la zona da trattare sia isolata (per esempio la colonna di un edificio). La messa in sicurezza con barriere di contenimento infatti, permette di arginare zone che sono frequentate dal pubblico.

L’incapsulamento invece, riveste di materiali coprenti intere zone, come per esempio i tetti, proteggendole da eventi atmosferici e usura che potrebbero causare la dispersione delle fibre di eternit.

La bonifica, come già detto, non è mai una soluzione definitiva, ma è soggetta a controlli periodici per verificarne la tenuta: la copertura di “rattoppo” infatti non può mai essere utilizzata più volte, e quando la bonifica avrà perso la sua efficacia sarà obbligatorio procedere con il vero e proprio smaltimento.